rurale sostenibile
e inclusione sociale
In collaborazione con

MartinoRossi avvia ufficialmente in Uganda un progetto triennale di sviluppo rurale sostenibile
e inclusione sociale, nell’ambito del programma finanziato da un bando internazionale vinto
dal partenariato guidato da CBM – Christian Blind Mission.
Il progetto, denominato “ECO FOOD UGANDA”, è orientato alla creazione di una filiera alimentare sostenibile, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza alimentare delle comunità locali e sviluppare coltivazioni ad alto valore aggiunto destinate anche al mercato internazionale.
Il ruolo di MartinoRossi
Il ruolo di MartinoRossi
MartinoRossi è l’unico partner privato del progetto, all’interno di un partenariato prevalentemente non profit. Il bando è finanziato al 90% a fondo perduto (su un budget complessivo di 2 milioni di euro); a MartinoRossi sono destinati 125.300 euro per le attività di propria competenza.
In aggiunta, l’azienda investirà circa 200.000 euro per l’allestimento delle infrastrutture di trasformazione e stoccaggio presso la cooperativa di Alito. Per massimizzare l’impatto delle risorse, l’acquisto delle attrezzature sarà gestito tramite l’ONG locale CND.
Obiettivi del progetto
Obiettivi del progetto
Il progetto contribuisce direttamente al raggiungimento di due Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030:
• SDG 2 – Sconfiggere la fame, promuovendo agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare
• SDG 12 – Consumo e produzione responsabili, attraverso filiere trasparenti e sostenibili
L’obiettivo sfidante e di lungo periodo è la creazione di una catena del valore autosostenibile, capace di generare reddito e competenze senza dipendere da finanziamenti continuativi.
Inclusione sociale e microcredito
Inclusione sociale e microcredito
All’interno della filiera produttiva saranno attivamente coinvolte:
• donne
• persone con disabilità
• persone in condizioni di fragilità sociale
Il progetto prevede inoltre l’accesso a strumenti di microcredito, grazie al contributo di ONG partner, per favorire l’avvio e il consolidamento delle attività agricole.
Perché psyllium, guar e amaranto
Perché psyllium, guar e amaranto
L’interesse strategico di MartinoRossi risiede nello sviluppo di colture non praticabili in Europa ma ad alto valore aggiunto.
Attualmente la produzione di psyllium e guar è fortemente concentrata in India, spesso in condizioni poco etiche. Offrire un’alternativa basata su:
• coltivazioni eque,
• tracciabilità,
• rispetto delle comunità locali,
rappresenta un valore distintivo per il mercato. Si tratta di prodotti che giustificano i costi logistici e di trasporto e che rispondono a una crescente domanda di ingredienti sostenibili e responsabili.
Tempistiche e prossimi passi
Il progetto avrà una durata di 36 mesi, a partire dal 1° gennaio 2026.
Nel breve periodo sono previste:
Visita in Uganda a febbraio 2026, con inaugurazione ufficiale del progetto insieme a tutti i partner e all’ambasciatore italiano.
Primi 6 mesi dedicati al reperimento dei macchinari e all’avvio operativo.
Assunzione di una risorsa locale dedicata al coordinamento del progetto, con base presso l’Alito Training Center e supporto logistico per gli spostamenti sul territorio.
2–3 missioni annuali in Uganda da parte del team MartinoRossi per il monitoraggio e il trasferimento di competenze.
Una visione di lungo periodo
Una visione di lungo periodo
Il principale rischio di progetti di questo tipo è la mancata autosostenibilità al termine del finanziamento. Per questo MartinoRossi concentra il proprio intervento su due pilastri fondamentali:
• trasferimento di competenze tecniche e organizzative alle comunità locali;
• creazione di una filiera equa, in grado di riconoscere il giusto valore al lavoro agricolo.
L’obiettivo è che, nel tempo, la filiera possa crescere ed estendersi anche ad altre aree dell’Uganda, come la regione del Karamoja, caratterizzata da forte povertà ma con potenziale per colture resilienti come lo psyllium, che non sottrae spazio alle coltivazioni tradizionali di sussistenza.